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La
scure della censura si abbatte sulla rete civica romana
Farsi scudo coi bambini,
è semplicemente il modo più rispettabile con cui la legge presenta
ed esercita la censura.
Censura che chiunque riterrebbe odiosa, opprimente e del tutto ridicola
se chi la propone dichiarasse esplicitamente chi è il vero bersaglio,
cioè gli adulti [...] i poteri che vogliono normare la società si stanno
crucciando per il fatto che Internet rende possibile a un utente di scaricare
via modem immagini non censurate.
Imporre qualche divieto a Internet, sabotando quindi il più nuovo e "indipendente"
mezzo di comunicazione finora inventato, può ancora sembrarci del tutto
inaccettabile... Ma aspettate che si muovano le lobbies dei "bambini in
pericolo"!
" Hanno fatto molta pratica su quella che gli adulti chiamavano
la loro libertà di vedere."
Queste parole, scritte nel 1996, non sono di un estremista anarchico
bensì di Alexander Walker, critico cinematografico del quotidiano londinese
Evening Standard. A quattro anni di distanza la sua previsione si è realizzata
in toto.
La crociata strumentale contro la pedofilia sta toccando il suo apice
di maccartismo isterico, umori forcaioli e annebbiamento delle coscienze.
Noi affermiamo che col pretesto di "proteggere i bambini" si stanno
colpendo le libertà individuali.
Ciò avviene per iniziativa di gruppi di pressione politici e/o confessionali
le cui richieste di censura di idee e comportamenti vengono esaudite senza
alcun tentennamento né ripensamento dalle istituzioni di uno Stato che
di laico pare conservare ben poco. In particolare Internet è diventato
il capro espiatorio e la palestra in cui burocrati e politici intenti
a brandire a mò di clava elettorale un tema che richiederebbe ben altri
livelli di riflessione - danno prova di incompetenza tecnica e arretratezza
culturale. Nella disinformazja dominante, testi e immagini che da sempre
hanno pieno "diritto di cittadinanza" nelle edicole e librerie
italiane, una volte immesse sul Web appaiono come circonfuse da un alone
maligno, divengono istantaneamente una "minaccia" alla morale, all'inc
olumità dei bambini, alla convivenza civile.
Gli ultimi due episodi, verificatisi a Roma, dovrebbero suonare come campanelli
d'allarme all'orecchio di chi non giudica auspicabile ritornare all'Ancien
Régime.
In due giorni due casi di censura si sono abbattuti sulla Rete Civica
Romana, colpendo due gruppi, AvaNa Net e The Thing Roma, fortemente
attivi in questi anni in campo telematico, culturale e sociale.
A determinare la scelta del Comune di oscurare le pagine dei due gruppi
è stata proprio l'isteria anti-pedofilia, alimentata da diversi organi
di informazione e da una classe politica non piu' in grado di distinguere
la pedofilia da una riflessione critica sul fenomeno stesso, immagini
morbose da normali stampe del 1700 (secolo di cui molti vorrebbero cancellare
la memoria). In seguito all'ennesima segnalazione di Don Fortunato di
Noto - il prete Presidente dell'Associazione Arcobaleno, il cui passatempo
sembra essere, ormai da diversi anni, cercare e visitare siti pedofili
su Internet - il vicedirettore generale del Comune di Roma, Mariella Gramaglia,
ha deciso di oscurare, in data lunedì 2 ottobre, le pagine di AvanaNet,
gruppo storico della telematica romana.
Il 3 ottobre scorso diversi giornali hanno riportato estratti dal sito,
contenenti alcuni messaggi sul presunto piacere sessuale che i minori
proverebbero nei rapporti erotici con gli adulti.
Quanto basta per far scattare la denuncia del prete-coraggio (noto anche
per le battaglie contro cartoni animati come Sailormoon e I Simpsons)
le dichiarazioni al fulmicotone della Gramaglia, che dopo averne sospeso
gli spazi, ha minacciato di denunciare l'associazione AvaNa "in sede civile
e penale per aver leso l'onorabilità sua e del Comune di Roma".
Ciò che però si è omesso di dire è che il libro - pubblicato integralmente
sul sito da cui erano estrapolate tali frasi non era il diario di uno
stupratore di bambini bensì Lasciate che i bimbi di Luther Blissett, libro-inchiesta
sul fenomeno pedofilia e sugli errori/orrori giudiziari che possono derivare
da un approccio superficiale e sensazionalistico.
Già nel 1997 questo libro - favorevolmente recensito da La Repubblica
("un salutare antidoto all'isteria collettiva") e dall'inserto culturale
de Il Sole 24 Ore ("un invito al buon senso e alla cautela, e una messa
al bando della logica perversa del capro espiatorio") cercava di fare
un po' di chiarezza e individuava il rischio di una sospensione delle
liberta' civili.
Nel testo non è presente alcuna esaltazione della violenza sui minori
ma, trattandosi di un inchiesta seria, il volume contiene molte citazioni
tratte da studi clinici che prendono in considerazione esperienze sessuali
fra adulti e minori. In particolare le citazioni segnalate da Don Fortunato
Di Noto sono estratte dal volume di psicologia "Child and Sex" edito dalla
Little Brown & Company casa editrice che fa capo al gruppo multinazionale
Time Warner.
Il libro Lasciate che i Bimbi è facilmente reperibile nelle migliori librerie,
nonché disponibile su decine di siti web in Italia e nel mondo. Curioso
anche il motivo per cui l'associazione AvANa aveva deciso di riprodurlo
integralmente sullo spazio telematico messo a disposizione dal Comune.
Nel 1998 Lucia Musti, Pubblico Ministero nel processo bolognese contro
i Bambini di Satana - risoltosi con l'assoluzione di tutti gli imputati,
confermata in appello chiedeva il sequestro del libro per un presunto
contenuto diffamatorio, e citava in giudizio l'editore Castelvecchi e
alcuni siti che già ospitavano il testo. Per solidarietà ai providers
presi di mira AvANa decideva di dare spazio al libro sul proprio spazio
web. Il reato contestato dalla Musti ad autori ed editori non era quello
di apologia di reato o istigazione a delinquere, bensì quello di diffamazione
a mezzo stampa e abuso di critica verso il suo operato nel suddetto processo.
Strano che un P.M. molto attento a questioni legate alla pedofilia, non
abbia allora rilevato alcun estremo per procedere penalmente verso gli
autori. Senza tener conto minimamente di questo contesto e di questi precedenti,
il Comune di Roma ha deciso di oscurare gli spazi assegnati ad AvAna,
attribuendole la responsabilita' del testo in questione, come se si trattassero
di dichiarazioni volte a istigare la pedofilia.
Ha gettato cosi' fango su un pezzo di storia della telematica di base
romana.
Ma la "storia" appunto non finisce qui.
Nell'atto secondo, entrano in scena le stampe del Settecento. In data
4 ottobre il gruppo di The Thing Roma - uno dei sette nodi del network
internazionale di The Thing dedicato alla net.art e alla net.culture si
accorge che sul suo sito non e' piu' presente un documento html, contenente
un'intervista all'artista australiana Francesca da Rimini (alias DollYoko).
A schiarirgli subito le idee, e' una lettera di Mauro Biddau, membro della
Vice Direzione Generale del Comune di Roma e webmaster della Rete Civica.
Nella mail Biddau sostiene di aver rimosso due immagini dal documento
(in realtà ha rimosso l'intero documento) perche' "non risultano essere
in linea con le norme dell'Accordo tra Comune di Roma e Associazioni non
profit per lo sviluppo della Rete Civica a suo tempo sottoscritto". Tale
accordo in realta' si limita a sostenere l'impegno da parte delle Associazioni
a non usare Internet per diffondere materiale offensivo nei confronti
di nessuno.
La cosa incredibile è che le immagini in questione disponibili, insieme
al testo integrale dell'intervista all'indirizzo http://www.thing.net/~dollyoko/censored/dollyoko.html
- sono tratte da Doll Space (http://www.thing.net/~dollyoko/), un famosissimo
lavoro di Web Art, finanziato all'artista dall'Australia Council, vincitore
di due premi internazionali, e acquistato dall'University of Westminster.
Non solo, le gif animate in questione sono state composte dall'artista
utilizzando una stampa olandese del 1789 (data ormai impronunciabile),
che fu una delle prime illustrazioni dei romanzi del Marchese De Sade
(altro noto pervertito, peccato che i suoi testi siano tutti legali e
in circolazione). Alcune immagini di questo libro, ancora in grado di
suscitare "scandalo" e "offesa" a oltre duecento anni di distanza, sono
reperibili all'indirizzo http://www.opkamer.nl/amea/members/sade.htm
Dopo aver assistito a tutto ciò, non possiamo che sentirci pienamente
d'accordo con lo stesso Don Fortunato di Noto nell'affermare che: "Ogni
persona, ogni associazione, ogni istituzione [...] dovrebbe riflettere
piu' volte su quanto sta accadendo e poi, superato stupore e sconcerto,
chiedersi e chiedere come tutto questo sia mai possibile e come un'amministrazione
pubblica lo possa aver reso possibile.
E aspettare una risposta da chi puo' e deve darla". Noi pensiamo che
il tempo dell'attesa sia terminato. E che sia necessario riprendere la
parola, contro la censura, contro il discutibile operato di sedicenti
protettori dei bambini (che andrebbero semmai protetti da tali propagatori
di ignoranza e intolleranza) e contro certi operatori dei media e amministratori
pubblici complici di campagne d'opinione il cui unico risultato è la caccia
alle streghe.
Wu Ming (Bologna)
The Thing (Roma)
AvANa Net (Roma)
Sciatto Produzie (Roma)
Tactical Media Crew (Roma)
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