Le news di sTRANO nETWORK

A tutti gli aderenti all'


Appello per la liberta' di espressione, di comunicazione e di informazione

[http://www.peacelink.it/censura]


Vi comunichiamo i seguenti aggiornamenti sulla situazione.


1. MANCANZA DI INFORMAZIONI


La questione centrale dell'appello diffuso dall'Associazione PeaceLink riguarda l'obbligo di registrazione e di assegnazione di un direttore responsabile, un obbligo che riguardera' anche tutte le associazioni, i gruppi di volontariato e gli organismi no-profit che diffondono informazioni in rete e che verranno di fatto equiparati a testate giornalistiche.


L'introduzione di questo obbligo nasce da una proposta presentata al Ministro Fassino da Franco Abruzzo, presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia.


Di questa proposta NON SI HA NESSUNA NOTIZIA, SE NON PER QUANTO E' STATO AFFERMATO DALLO STESSO ABRUZZO.


All'interno dei siti istituzionali (www.parlamento.it in testa a tutti) non e' disponibile nessun tipo di informazione in merito a questa proposta. Stando alle affermazioni di Abruzzo, tutte le novita' in merito alla registrazione dei siti Web dovrebbero essere introdotte sotto forma di emendamenti alla proposta di legge n. 7292/2000, presentata dal deputato ANEDDA.


Nonostante la carenza di informazioni "ufficiali" questo orientamento politico e' stato confermato personalmente dallo stesso Franco Abruzzo nel corso di una intervista telefonica rilasciata a Radio Onda d'Urto di Brescia il 30/11. In questa intervista Abruzzo ha confermato che se dovessero andare in porto le modifiche alla legge sulla stampa concordate con il ministro Fassino tutti i siti che diffondono informazione in maniera continuativa verranno equiparate a testate giornalistiche, con il conseguente obbligo di registrazione.


Un'altra conferma viene da un articolo pubblicato sulla versione elettronica del settimanale "L'Espresso" <www.espresso.it>. In questo articolo vengono riportate due inquietanti dichiarazioni rilasciate dal solito Franco Abruzzo:


«Queste misure, in realtà, sono già operative, ma verranno sancite dalla nuova legge. Non importa se sono associazioni o società: chi produce notizie deve rispettare le regole».


«Non si tratta di oscuramento», dice Abruzzo «non siamo censori di nessuno. Abbiamo soltanto voluto riaffermare i principi che regolano il mondo dell’informazione applicate alle nuove tecnologie».


A questo punto, indipendentemente dalla natura dei provvedimenti che stanno per essere approvati, e' quantomeno inquietante che un dibattito delicato come quello che riguarda l'assetto dell'informazione nel nostro paese, venga confinato al dialogo privato tra il rappresentante di una categoria lavorativa e il Ministro della Giustizia. Anche se Abruzzo e Fassino stessero per approvare un provvedimento giusto e legittimo, non e' giusto ne' democratico che di questa approvazione non ci siano tracce nei luoghi ufficialmente preposti alla pubblica documentazione delle attivita' istituzionali.


Non e' tollerabile che un cittadino qualunque debba imbattersi casualmente nel sito di PeaceLink per trovare informazioni che dovrebbero essere fornite alla luce del sole dal governo, dall'Ordine dei Giornalisti o dalla Federazione Nazionale della Stampa.


AVVISO IMPORTANTE: Chiunque possa fornire informazioni utili in merito a quanto sta accadendo dietro le quinte per l'introduzione dell'obbligo di registrazione per i siti web e' caldamente invitato a mettersi in contatto con l'associazione PeaceLink scrivendo a info@peacelink.it oppure telefonando allo 0349/2258342.


2. MOBILITAZIONE


Molte persone ci hanno chiesto cosa fare, come comportarsi e come reagire a questa minaccia della liberta' di espressione. Chi gestisce un sito internet puo' aggiungere alle sue pagine il "banner" presente all'indirizzo http://www.peacelink.it/censura - si tratta di una immagine da applicare facilmente alle proprie pagine web per aderire anche visivamente e graficamente al nostro appello. Chi non ha la fortuna di poter pubblicare informazioni su pagine internet puo' impegnarsi per inoltrare il nostro appello attraverso la posta elettronica, o per farlo uscire dalla rete stampandolo e fotocopiandolo su volantini da affiggere all'interno delle sedi dei partiti, delle associazioni e dei sindacati.


Un altro aiuto prezioso e' la SEGNALAZIONE DI TUTTI GLI ARTICOLI pubblicati su riviste, quotidiani e siti internet in merito al nostro appello e alle nostre iniziative. Anche queste segnalazioni possono essere inoltrate all'indirizzo di posta elettronica info@peacelink.it o attraverso il numero telefonico 0349/2258342.


3. I NOSTRI MULINI A VENTO


Molte persone che ci hanno scritto per aderire all'appello ci hanno fatto notare come non sia poi il caso di prendersela tanto, dal momento che nel caso venissero approvate le norme restrittive che stiamo cercando di evitare sarebbe facilissimo trasferire il nostro sito web e quello di tutti gli altri organismi no-profit in un paese dove non sarebbero soggetti alle leggi italiane. Questa soluzione per noi e' inaccettabile, e rappresenterebbe una gravissima sconfitta per la nostra democrazia.


Non ci basta la tranquillita' di poter proseguire comunque le nostre attivita' su un server francese, thailandese o australiano. Quello che cerchiamo di affermare e' il diritto degli italiani a fare informazione in Italia senza la presenza di ostacoli burocratici o legislativi contrari alla liberta' sancita dall'articolo 21 della Costituzione.


Qualcuno potra' pensare che si tratta di una lotta contro i mulini a vento, ma noi siamo convinti che si tratta di ben altro. Il fatto che la rete offra la possibilita' di aggirare la censura dei singoli paesi non deve essere una scusa per chiudere gli occhi davanti alle forme di censura piu' o meno palesi che vengono praticate in Italia. Non a caso nel nostro appello abbiamo citato tra le varie forme di censura anche quella praticata dalle leggi di mercato a danno dei piccoli editori, delle riviste indipendenti e di tutti i soggetti informativi che, pur forti sul piano dei contenuti, non riescono ad avere la forza economica necessaria per sopravvivere.


4. LA DIMENSIONE INTERNAZIONALE


Nei prossimi giorni al solito indirizzo - www.peacelink.it/censura - verra' pubblicata anche una versione in lingua inglese del nostro appello, per raggiungere anche al di fuori dei nostri confini tutti i soggetti e le organizzazioni che lottano per affermare anche in rete il diritto alla liberta' di espressione, di comunicazione e di informazione.


Tra pochi giorni tutti coloro che vogliono sostenere le nostre attivita' potranno farlo anche prelevando liberamente la versione in lingua inglese del nostro appello, da inviare ad amici, gruppi e associazioni che non parlano l'italiano. Nel caso qualcuno riceva delle adesioni direttamente in risposta al proprio messaggio, e' pregato di inoltrarle all'indirizzo info@peacelink.it


Per finire vorremmo ringraziare tutte le persone che hanno aderito al nostro appello, trasmettendoci oltre alla loro semplice adesione anche la loro rabbia e la loro indignazione di fronte a quello che sta per accadere.


Per l'Associazione Peacelink
Carlo Gubitosa


Indice delle news
Indice delle news